Blog che si occupa di scultura romanica toscana con tanta passione, aperto a consigli e anche critiche costruttive ed educate. Contenuti semplici alla portata di tutti
Maestro di Cabestany (1160 circa): capitello con Daniele nella fossa dei leoni. Abbazia di Sant' Antimo - Castelnuon dell'Abate - Montalcino - Siena. Capolavoro dell'arte universale, è assegnato a un enigmatico "maestro di Cabestany", oggetto ancora oggi di studi critici. Vi è chi sostiene che si tratti non di un singolo scultore ma di un gruppo di artisti, attivo in molti cantieri toscani (Sant'Antimo, Pieve di San Giovanni a Sovana, Duomo di Prato), ma soprattutto francesi e spagnoli di area pirenaica (parrocchiale di Cabestany, Saint-Hliaire d'Aude, Rieux-Minervois, Saint-Papoul, La Seu d'Urgell, Saint- Sernin a Tolosa) e accomunati da generici punti di contatto.
Nel capitello di Sant'Antimo i motivi di interesse sono numerosi. Iconograficamente, la scena è ripresa dal libro del Profeta Daniele (14,33-39), con al centro il Profeta condannato alla Fossa dei Leoni dal re Dario pa causa dell'invidia dei signori Persinai per la sua capacità nel gestire il potere e per la sua dedizione a Dio, che benedice i pani avuti dalle due figure alla sua sinistra, l' ANgelo del Signore e il profeta Abacuc, scelto dal Signore stesso e preso per i capelli dall'Angelo affinchè portasse il cibo al profeta. Vi è, in questo capitello, una chiara allusione al dogma eucaristico nel gesto di Daniele, che, in atto benedicente, consacra il pane.
Stilisticamente, vi si nota una forte espressività nei volti dei protagonisti e degli animali, con i leoni che si ammassano letteralmente uno sopra l'altro, occupando tutto lo spazio, in ossequio al fare artistico di questo maestro o gruppo di scultori. I volti sono concepiti a forma di triangolo, e l'uso del trapano si nota in moltissimi particolari, come le vesti ben panneggiate, le mani, le barbe dei protagonisti e il pelame dei leoni, che, impotenti di fronte all'intervento divino che salva Daniele, gli si posano ai piedi come cagnolini. Nella parte superiore, altre figure di animali reali e fantastici ricche di espressività, mescolate a motivi vegetali anch'essi richiamanti l'Eucaristia, come i grappoli d'uva.
Français) - Maitre de Cabestany (1160), Chapiteau; Daniel dans la fosse aux Lions. Abbaye Sant'Antimo - Castelnuovo dell'Abate - montalcino - Sienne. Chef d'oeuvre universel, assignè à un enigmatique "Maittre de Cabestany", ètudiè jusq'à nos temps par les specialistes. Certains disent qu'il n'est pas un seul artiste mais un group, avec des characteres communes, qui a travaillè en un certain nombre d'edifices de Toscane (SAnt'Antimo, Pieve de San Giovanni in Sovana, Càthedrale de Prato) et surtout des Pyrenèes (Paroisse de Cabestany, La Seu d'Urgell, Saint-Hliaire d'Aude, Rieux-Minervois, Saint-Papoul, Saint- Sernin de Toulouse), avec quelques characteres gèneriques communes.
Le chapiteau de Sant'Antimo a beaucoup dì'interet. Iconographiquement, est une rèprise du Livre de Daniel (14,33-39), avec centre de la composition le prophete Daniel, condamnè parl le Roi Darius et les Nobles de Persie, malheureux vers lui pour sa dèvotio à Dieu. Le prophete est en act bèneissant vers le pain lui donnè par l'Ange et Habakuk, autre prophete choisi par Dieu pour lui donner à manger. Il y a une allusion au theme eucharistique dans le geste de la consacration du pain.
Stylistiquement, il y a une grande expressivitè dans le visage des protagonistes et des animaux, avec les lions qui se trouvent l'un au dessus de l'autre et les figures qui vont occuper tout l'espace, typique de cet artiste (où de ces artistes). Les visages sont triangulaires, ae non note l'usage du trèpan en beaucoup d particuliers (la barbe, les lions qui se posent impuissants aux pieds du Prophete). Dans la zone superieure, d'autres bètes (rèelles et fantastiques) très expressives, mèlangèes à des motifs vègetaux (les raisins) qui rèmandent encore une fois au thème eucharistique.