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Blog che si occupa di scultura romanica toscana con tanta passione, aperto a consigli e anche critiche costruttive ed educate. Contenuti semplici alla portata di tutti

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UNA DOMANDA

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Cari amici, la mia curiosità mi spinge a pormi domande sul tema del blog (e del gruppo su FB "romanico e gotico forme della Fede). Aggirandomi tra gli scaffali dedicati all'arte di una grande libreria fiorentina ho d'istinto, cercato qualche volume o testo di piccola dimensione dedicato all'arte romanica o gotica, non solo (ovviamente) alla scultura. Invano. E, purtroppo, non è la prima volta che mi capita. Insomma, non mancavano volumi dedicati a Edward Hopper, a Kandinsky, a Lèger, a Matisse, ad altri artisti contemporanei, all'arte orientale e agli immancabili (e grandissimi) maestri dal trecento in poi. Nè mancavano opere divulgative sui singoli periodi artistici, sul Barocco, sul Rinascimento, sul quattrocento, sulla Pop Art, su tanti fenomeno artistici certamente non di grande impatto sul pubblico di media cultura (industrial art, design), ma nulla, letteralmente nulla sul Romanico e sul Gotico. Le uniche pagine dedicate al romanico e al protogotico erano quelle di testi importanti di tema generico, dedicati all'evoluzione dell'arte, come il Panovsky.
Al di là di considerazioni commerciali che non sono affrontabili in questo spazio, la domanda che mi pongo e che vi giro è questa: non siamo per caso arroccati su una sorta di "vasarianismo" di ritorno, che l'editoria ci ripropone in varie forme, per cui il lettore e il fruitore dell'opera d'arte ha nei confronti di tutto quel che precede il 1230-40 (o, tanto per dirla con il Vasari, la nascita di Cimabue, che lui colloca proprio nel 1240) un atteggiamento, per così dire, ambiguo? Da un lato, non possiamo tacere la bellezza di certe opere di molto antecedenti questa data, specie se ce le troviamo di fronte, ma dall'altro è come se ci ritraiamo, come se queste opere facessero parte di un concetto (che in tanti, a livello di cultura generale, hanno) di bellezza quasi "barbarica", cioè legato ad un tempo che il sentire comune indica come "retrogrado", cioè il medioevo.  Cioè, ci diciamo che , si, queste opere sono belle, ma fanno parte di un' "infanzia" dell'arte, operando nel nostro subconscio una distinzione tra il colto e classicheggiante Rinascimento e la "barbarie" del medioevo. Questa è una provocazione che mi permetto di lanciarvi, e su cui vorrei che interveniste. Approfitto per dire che a breve troverete alcune foto con articoli sull'apparato scultoreo di San Minato al monte e di altre chiese fiorentine. Un saluto. PIero


(Français) - Mes ami, ma curiositè m'à conduit à me poser quelques questions, aujourd'hui, en rèlation au theme du Bolg e du groupe en FB "romanico e gotico - forme della Fede". Je vous pose mème cette question. En allant dans une grande livrairie de Folrence, dans la Zone des livres d'art, j'ai cherchè comme d'habitorde des oeuvres dedièes là l'art romane où proto-gothique. J'ai trouvà des grands où pètit livres dèdiès à Edward Hopper, a Kandinsky, a Lèger, a Matisse, à d'autres artistes contemporains, aussi à l'art orientale et aux immancables maìtres à partir du XIV siècle . Il y avait auusi des oeuvres divulgatives dèdièes à des courents artistiques qui ne son par populiers Rien sur l'art romen, rien sur le gothique. Pour trouver quelques pages sùr l'art en question il faut règarder des textes gèreneriques (Panovsky).
Il y a certainement des considerations commercielles, qui ne peuvent ètre l'object de cet article. Mai, au delà de ça, je me dèmande (et vous dèmande) si nous ne nous sommes pas arretès, dans la culture, à une sorte de "Vasarianisme" pour lequel tout ça qui vient avant du 1230-40 (où, comme dit Vasari mème, avant de la naissance de Cimabue, qui ètait autour du 1240 une position culturelle très ambigue? C'est-a dire, l'on ne peut pas, en se trouvant dèvant certains monuments des siècles prècedents, où sculptures, en mettre en doute la beautè, mais c'est comme un soùligner de se trouver en face à une beautà presque "barbare", lièe à un temps que l'opinion de tuos les gents indique commme "pas evolue", c'est - à dire le Moyen Age.
Jèexplique. Les personnes pensent que dèvant cettes oeuvres l'on ne peut pas dire qu'ils ne sont pas belles, c'est impossible à soutenir ça, mais nous disnìons qu'elles sont partie d'une "infance" de l'art, en faisant dans notre inconscient une sèparation entre l'erudite et classique romaine et grecque de l Renaissance et la "barbarie" du moyen age.  C'est une provocation che je vous emporte, sur laquelle je dèsire connaitre votre pensèe. Je vous dis que entre quelques jours vous trouverez dans ce blog des images du chaire de San Miniato dl monte à Florence edt d'autres èglises de Flotrece. Un salut. Piero
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P
<br /> Piste, sai qual è il problema? Che certi arsisti di oggi sono anche più criptici, più enigmatici degli aninimni (o non anonimi) eppure le pubblicazioni sulla loro opera sono freqnenti. Il problema<br /> è che la nostra cultura, la nostra Fede frammentate e fragili non concepiscono l'UNITA' culturale che sta alla base di queste opere, o meglio la nostra pigrizia mentale le relega nell'angoletto<br /> dell'esoterico, ignorando che per la gente che li guardava (incolta, illetterata) quei simboli erano non dico comprensibili ma comunque inseriti in un contesto sociale sbaglato, peccaminoso quanto<br /> vuoi, ma in cui l Fede non era un qualcosa di "interiore", impregnando la vita di tutti i giorni. Per cui ad essere certamente più enigmatici sono moltissimi artisti di oggi, sul cui valore non<br /> posso dir nulla per palese ignoranza in materia, certo poco compresi dal pubblico ma oggetto di pubblicazione e di interesse delle case editrici perchè c'è una fetta di pubblico che considera<br /> "chic" avere un catalogo di questo o quell'artista. Che, credimi, sono più€nigmatici degli sculturi romanici. Ma vuoi mettere che differenza tra l'interesarsi dei sacchi di Burri (faccio per dire )<br /> invece che degli scalpellini di quella che tutti, con profonda ignoranza, chiamano "epoca biua"?<br /> <br /> <br />
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A
<br /> <br /> Da profano quale sono, e me ne renderai merito e gloria a posteriori, forse non ci sono opere sul romanico, in specialmodo toscano ed italiano in primis, perche forse troppe specialistiche? Ora i<br /> vari artisti citati da te son più o meno conosciuti al grande pubblico, anche non "specializzato", come il sottoscritto, quindi più facilmemente "vendibili", anche da un editore. Perchè, non lo<br /> dimentichiamo, la pubblicazione non la fa l'autore, ma l'editore: se non c'è nessuno che pubblica, l'autore non "compare", non "emerge"....... Comunque grazie per la tua opera: come ti ho<br /> accennato, anche amiche mie laureate in storia dell'arte hanno apprezzato il blog. Marco P.<br /> <br /> <br /> <br />
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P
<br /> Grazie per i complimenti e per il commento,cara Pia. Per l'arte, in realtà, c'è qualcosa di oltre questo. C'è il concetto che l'artista romanico e (meno) gotico è molto lontano dalla concezione di<br /> "genio" che si ha nel rinascimento (e che il Vasari testimonia bene), e - pur non avendo in genere quell'anonimato che si tende a dargli (ci sono giunte centinaia di firme apposte su lapidi,<br /> capitelli, sculture in genere, a volte c'è solo io nome m in altri casi un'orgogliosa rivendicazione delle proprie doti artistiche. Il problema è, senza fare alcun tipo di sociologia religiosa, che<br /> spesso accanto a questo (penso all'iscrizione della facciata di San Zeno a Verona, in cui attorno al 1138 Niccolò si chiede orgogliosamente se i concorrenti possano far meglio di lui) c'è chiaro il<br /> fatto che l'artista romanico e gotico fosse cosciente che, ultimamente, non mirava solo all'ammirazione degli uomini, pur ovviamente non disdegnandola. C'era qualcosa d'Altro, cioè Dio, cui<br /> ultimamente egli dedicava il proprio sforzo. Tanto più che non è raro il caso di firme apposte il luoghi nen difficilmente accessibili e non certo visibili all'occhio umano, come guglie, capitelli<br /> posti in cima, torri. Spesso la firma si limita ad apporre il nome, senza alcuna frase, e in altri casi (come quello di Wiligelmo a Modena), la stessa è stata apposta da altri un secolo dopo. In<br /> quanche caso, due secoli prima del "Sancta Mater Dei sis causa Senis Requiei, sis Ducio vita quia te pinxit ita" di Duccio scritto nella "Maestà" ("O Santa Madre di Dio, sii fonte di pace per<br /> Siena, Dona a Duccio la vita che ti dipinse in tal modo", ma che faccio la traduzione a una latinista? Mah..) si tratta di vere e prioprie preghiere. Ne voglio scrivere qualcosa nel gruppo di FB.<br /> Un saluto a tutti e due. Piero Tutte cose decisamente estranee alla cloncezione rinascimentale, che tanto ha permeato la nostra cultura.<br /> <br /> <br />
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P
<br /> Caro Piero, è vero che l'Alto Medioevo soffre un po' di questo pregiudizio e probabilmente, per l'arte, anche dopo il Mille esso persiste. Per quanto vedo nei miei studi di filologia e storia, la<br /> fusione tra popoli e culture del tardoantico è stato un evento terribile e grandioso insieme, con tanti di quei risvolti positivi e negativi che la gente del Mediterraneo ci ha messo un po' a<br /> formulare un giudizio su quello che era loro capitato. Alcuni lo hanno riconosciuto subito nella loro esperienza, soprattutto i monaci che hanno letteralmente costruito l'Europa nella nebbia e nel<br /> sangue di un'epoca difficile e confusa. Come la nostra, del resto. Ma c'è ancora molto da scoprire al riguardo e più vado avanti più me ne rendo conto. Cari saluti e complimenti per il blog.<br /> <br /> <br />
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