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A Gropina, molto ricco appare il restante corredo scultureo, e, a completamento di questa breve e sommaria esposizione, un ultimo accenno ai capitelli è d'obbligo. Stilisticamente due sono le scuole scultoree che vi si confrontano.una è certamente più arcaica, simbolista, e legata nel modellato a un fare molto essenziale che si riscontra anche nei capitelli della vicina pieve di Romena e che ha qualche riscontro nel Puy francese, mentre l'altra (visibile nei capitelli a sinistra di chi entra) appare più decisamente classicista, non solo in senso iconografico ma anche come modellato. Un classicismo che, se da un lato può essere legato, seppur con le debite differenze, alla monumentalità di un Saint Gilles Du Gard, dall'altro ha precisi riferimenti in sarcofagi romani reperibili in loco e nella stessa arte etrusca. A questi ultimi si riferisce la totalità delle foto di Marco Pistelli che qui presento.
Tuttavia, una spiegazione è d'obbligo anche per gli altri capitelli. I temi iconografici sono i più vari, mentre la datazione non dovrebbe discostarsi dalla metà del XII secolo. Troviamo la scrofa che allatta quattro maialini (l'abbondanza, legata anche al significato stesso del maiali, spesso associato a momenti di festa. I maialini sono simbolo barbarico delle stagioni), ma qui si legge un chiaro accenno alla Chiesa che allatta i suoi figli. Questo capitello è quadrato, poggiato sul pilastro di sinistra subito dopo l'entrata, e (fatto non casiuale), nel lato destro mostra una lupa dalla bocca spalancata (segno del peccato che attira l'uonmo nelle sue fauci), e a sinistra, un lupo che azzanna una pecora, l'uomo divorato dal male. Anche qui il significato di ammonimento morale è evidente.
Tra gli altri capitelli, anche l' "Homo viator", un maestoso cavaliere in arcione (Carlomagno? Costantino?), evidemtemente debotore da un punto di vista iconografico dell'arte romana. Assieme ad altri due cavalieri ai lati, lo vediamo fronteggiare due figure demoniache contorte e piegate, a evidente siginficato di monito morale (la stessa posizione può essere letta in questo modo). Partocolare interessante: uno dei due cavalieri, quello a sinistra dellop spettatore, è visto senza scudo. Si tratta di Teodorico, re degli ostrogoti, a cui la cultura del tempo riconosceva doti di ardimento e valore anche guerresco, ma che aveva il torto di essersi inimicato i cristiani. Ecco perchè è visto privo di scudo.
Tra gli altri capitelli, sempre a destra, due leoni affrontati,, cioè l'uno contro l'altro, di cui quello di destra azzanna l'ltro che mostra i denti come a voler urlare per il dolore.
Un altro capitello cita i motivi del pulpito nei grappoli d' uva dagli acini ravvicinatissimi. Un altro raffigura quattro aquile, dalle ali aperte a metà (rappresentante lo Spirito Santo) che tengono saldamente per gli atrigli una preda (la materia). Non mancano foglie d'acanto classicheggianti, con cui, come gli antichi glorificavano i loro eroi, i cristiani glorificavano Cristo, vincitpre della morte.
I capitelli di Sinistra sono dovuti ad artisti di cultura più complessa (1170 circa), influenzati, come dicevo, dal classicismo d'oltralpe ma dotati di una loro personalità artistica. Tra essi troviamo riproposta l'iconografia etrusca della Chimera , con testa (a significare la forza) e corpo di leone, nel dorso una testa di drago o capra e coda di serpente (l'astuzia). .Non mancano anche i motivi fluoreali, come le foglie d'acanto. Spesso sono associati a diavoli cornuti rappresentati assieme a un volto umano che si nasconde tra la vegetazione. Si tratta di un motivo celtico, l' "uomo verde", con rami e foglie che gli escono persino dalle orecchie e dal naso, a simboleggiare la rinascita della vegetazione in primavera (ecco un legame con i maialetti che rappresentano le stagioni). Questa è una fugura a cui, sia in Inghilterra che nel mondo romano, ne sono collegate diverse altre. Cerunos in ambito celtico, e Silvano o tra i latini; ma anche leggende come il Puck shakespeariano o lo steso Robin Hood e le versioni popolari di San Giorgio.
Un altro capitello con teste di satiro, felino e caprone mostra ulteriormente come i cristiani valorizzassero il senso del mistero (e quindi il senso religioso) degli antichi ma vi sovrapponessero nuovi contenuti legati alla Rivelazione di Cristo. Il Satiro è da sempre legato alla rappresentazione delle false credenze pagane, mentre il felino è associato ala violenxa e il caprone anch'esso al demoniaco (in ragione del fatto che quando cambia pelle il puzzo è insopportabile). il fatto che fossero rappresentati tutti e tre in un solo capitello è visto come una raffigurazione della Chiesa che sconfigge il Demonio.
Verso l'abside, un capitello assume una particolare importanza. Vediamo, di fronte, San Pietro con le chiavi e la testa di San Paolo (fOTO 1). Il lato destro è occupato da un soggetto mitologico, Sansone che atterra il leone. Segno della baldanza, della forza che l'uomo toccato da Dio ha, e che perciò dominare i suoi stessi istinti bestiali (il leone). il lato sinistro (Foto) vede un Sant'Ambrogio con il rotolo della nuova Legge (FOTO 2). Ambrogio era, con Girolamo, Agostino e Gregorio Magno, uno dei quattro dottori della Chiesa. Domani vi mostrerò altre figure.
(Français)- à Gropina on a un rèpertoire sculptè très grand, que je vous dèsire d'expliquer pròche à la fin du parcours qui nous a conduit à parler de cette Pieve. Artistiquente, il y a deux ècoles de sculpteurs, la prèmiere (des chapiteaux à la droite du spectateur) plus arcaique, qui a des liens avec les artistes de la Pieve de Romena, près de Gropina, et, à travers d'eux, du Puy. L'autre est plus lièe à l'antiquitè romaine, aussi par la ediation de Saint Gilles du Gard que directement, du point de vue iconographique et similement artistique. J'ai peu de photos des premiers chapiteaux, de consequence je vous prèsent des photos des autres.
Mais je tente une petite expositions des chapiteaux desquelles je n'ai la photo. La datation c'est presque au 1150. Entre eux, on y voit une femme de porc qui va nourrir ses quatre fils, c'est à dire l'abondance (la femme de porc) qui va nourrir les quatre saisons (les fils). Ce chapiteau est carrè, et, à droite, tient une loupe avec la bouche ouverse (signe du pèchè) et, à gauche, un loup qui mange un brebis, l'homme dèvorè par le mal. Il y a une signification morale.
encore, l' "Homo viator", un grand chevalier en coutume de guerre (Charlemagne? Constantin?), avec, à droit et à gauche, deux autres chevaliers qui se battento contre des monstres dèformes. Un des deux autres en cheval est vu sans le buclier. il est Tèoderic, roi des Ostrogothes, auquel l'homme du plein moyen age rèconneit des capacitè en guerre et de valeur en combattant, mais lui remproche de s'ètre mis en guerre contre les christians. Il y a des autres chapiteaux, l'on rappelle ce des lions affrontès mis en front l'un contre l'autres), desquelles le lion de droite va mordre l'utre, qui montre son doleur en ouvrant la grande bouche. Et un autre chapiteau avec le theme (que nous avons vu dans le chaire) des raisins. Un autre montre quatre aigles, avec les ailes ouvertes à moitié (l'Esprit saint) qui tiennent un amnimal chassè (la matière). Il y a aussi des feuilles d'achante, comme les romains, mais ici l'on ne celebre pas les heros mais la Christ qui a vaincu la mort. Les chapiteaux de gauche sont oeuvres plus complexes stilistiquement et iconographiquement, sculptès autour du 1170, avec l'influxe du classicisme provençal mais on lit une grande et originnelle personalitè. On règarde la rèproposition du theme ètrusque de la Chimera, avec la Tète (la force) et le corps de lion, au dos une tète de dragon où de chevre et queue de serpent (astuce).
Il y a a aussi des diables avec les corneilles qui se cachent dans les bois. C'est une iconographie celtique, l' "homme vert", avec des branches et des feuilles qui lui sortent par les oreilles et le nez, c'est à dire la rènaissandìce de la nature avec la nouvelle saison de primptemps (une liason avec les petit porcs, rèpresentants les quatre saisons). Cette figure a inspirè le Celtique Dieu Cerunnos, le latin Sylvain, mai aussi le Puck de Shakespeare et Robin des bois, et aussi il y a quelques èlements dans la transposition populaire de Saint Georges.
Un autre chapiteau avec des tètes de satyrus, de félin et de grand chevre nous montre la façon des cheretiens de vloriser le sens du mystere (et le sens religieu) paien, en posant des neuves significations à ces themes, l'ès à la Rèvelation du Christ. Le félin rèpresent la violence, lae chevre l'èlement démoniaque (en raison de la puantenr qu'il èmit quand il change de peau). Le Satyr rèpresent les fausses doctrines paiennes. Tous ces èlmento vonti signifier la chute du démon aver l'oeuvre de Dieu et de l'Eglise.
En direction du Chevet, un chapiteau est très important. On y voit Saint Pierre avec les clès du Paradise, dans un paysage de bois et feuilles. On y voit aussi la tète de Saint Paul (Photo 2); à droite Sanson Terrassant le lion, scène mytologique qui rèpresent l'home touchè par Dieu et qui peut bien vaincre ses instinctes de béte le lion). à droite, Saint Ambroise avec le papier de la nouvelle loi (Photo 1). Il ètait avec Sainte Jerome, Saint Grègoir le grand es Saint Augustin, l'un des quatres principaux docteurs de l'Eglise. Demain je vous montrerai des autres choses.
PIERO MASIA
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