Blog che si occupa di scultura romanica toscana con tanta passione, aperto a consigli e anche critiche costruttive ed educate. Contenuti semplici alla portata di tutti
Lo straordinario battistero fiorentino nel suo lato occidentale, con la famosa "Scarsella". L'edificio fu costruito sulle fondamenta di una Domus romana del III secolo, e ha conosciuto varie ricostruzioni. Quella che oggi vediamo è (tenendo conto degli interventi dei secoli XIV, XV, XVI e XIX) sostanzialmente ascrivibile al periodo compreso tra la metà dell'XI secolo e tutto il XIII. La copertura esterna ad otto lati (tipica degli edifici battisteriali, simbolo della Resurrezione) è costituita da un tiburio che termina in una lanterna che, assieme alle altre aperture presenti soprattutto nella zona superiore, dona all'edificio una luce soffusa, mistica, leggera. La bicromia dell'opera, tipica del romanico fiorentino, è evidente, con l'uso di marmo serpentinato di Prato e marmo bianco di Luni, con una partizione sia orizzontale che verticale in tre zone. Evidente, specialmente nella parte mediana, l'influsso classico, con capitelli poggianti su pilastri o colonne di chiaro gusto corinzio. L'abside rettangolare (Scarsella) occupa buona parte dell'alzato, e se la parte inferiore si riallaccia al geometrismo presente un po' in tutto l'edificio, quella superiore con le lunette è ravvivata da due aperture a losanga, mentre i costoloni (i pilastri a lato) sono caratterizzati da una vivace zebratura, con alternarsi di marmo verde e bianco più serrato che nel resto della costruzione. Questa decorazione fu realizzata molto più tardi, forse alla fine del trecento, per armonizzarsi con il resto dell'edificio.
(Français) - Le magnifique Baptistere de Florence dans la zone occidentelle, avec le chevet nommè "scarsella". L'elevation de cet edifice s'appuye sur des autres edifices Roumains du IIImè siècle, mais on a eu differentes rèconstructions. Ce qu'on observe est (mais on a eu des intervnts posterieurs) de la periode entre milieu di XImè-toout XIIImè siècle. La couverture à huit còtes (typique des baptistères) est formè par une zone superieure (TIBURIO) qui termine en une lanterne qui, avec les autres ouvertures de la zone superieure, donne une lumière très mystique, pas insistente. On voit une grande bicromie entre deux marbles : Marble blanc de Luni (Lucca) et vert (Serpentina) de Prato, typique de l'art roman florentine, et une partition geometrique telle verticale que horizontelle en trois zones. Dans le milieu haut de l'edifice, on voit ujn rappelle classique (prèsent en toute l'oeuvre) dans les chapiteaux corynthes. Le chevet rectangulier ("Scarsella") occupe un grand espace de l'elevation de l'edifice, et si la zone inferieure se attache au geometrisme prèsent en toute la construction, la zone superieure est vivacizèèe par deux ouvertures en forme de losange, et les piliers des angles ont une plus marquèe alternance entre marble blanc et vert, ètant construits plus tard en different style pour s'harmoniser avec le reste de l'oeuvre.